Una carta dei vini è il miglior biglietto da visita di un locale e racconta la cultura del progetto gastronomico.

Prendiamo il caso di Al Cambio, ristorante bolognese in via Stalingrado, dove Matteo Poggi, ex Francescana di Massimo Bottura, fa da tempo una cucina di territorio colta e contemporanea. In sala lo storico maître Piero Pompili.

Fra i tanti vini proposti c’è il Romagna Sangiovese Modigliana I Ronchi Sparsi 2023 di Mutiliana, l'azienda fondata nel 2013 da Giorgio Melandri e Francesco Bordini per tutelare il patrimonio autoctono delle tre valli principali dell'Appennino tosco-romagnolo: Ibola, Tramazzo e Acerreta.

Un vino sorprendente per equilibrio: frutto maturo e fresco, chiusura lunga e appagante, tannini ben risolti. Tutto grazie a una fermentazione naturale senza lieviti aggiunti e a un affinamento in vasche di cemento e in bottiglia.

Matteo Poggi è un grande chef, la sua lasagna sette strati è stata celebrata dal New York Times come una delle dieci ricette italiane da non perdere. Ma anche il suo pollo arrosto è un must. La carta di Pompili è un racconto del territorio appenninico tosco-romagnolo e questo vino ne è una dimostrazione pratica.

Un vino che si beve a tutto pasto, anche su un piatto di pesce. E, soprattutto, a un prezzo corretto per il cliente: difficilmente supera i 23 euro, in cantina si trova intorno ai 20 euro. In un momento di inflazione galoppante, anche questo è un segnale di attenzione importante.

Come ha scritto Luciano Pignataro su Luciano Pignataro Wine Blog: «Quando c’è cultura autentica, non indotta dai social o dalla tv, la ristorazione non può mai andare in crisi».

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